Weblog in versi di Giovanni Monasteri
 produzione poetica provvisoria e instabile   
semilavorati in lavorazione
 


Giovanni monasteri Non son chi fui; perì di noi gran parte
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   sabato, 25 marzo 2006

Filtri di fotoritocco

Quale tool userò per le carezze
che vorrei farti stasera?
Con che spillone o verso pungerò
la bambola di pezza?
Andrà bene il Retouch
a forma di piumino o di pennello?
Ti sfregio col pencil rosso?

Ti stroppio con Brush Strokes?
Oscuro? Contrasto? Enfatizzo?
Ti seppio? Ti texturizzo? Ti solarizzo?

Niente da fare, sei ancora bella.

Un tocco di Gaussian Blur,
un dieci per cento di
brightness in più.
Poi Soften, Soften More.

Provo a dissolverti, Lù,
in un malinconicissimo
effetto flou.

   Scritto, trascritto o riscritto da Giovanni Monasteri
   Pubblicato alle ore 23:39
            .
   domenica, 19 marzo 2006

Verso su verso filai la mia tela
che frana nella polvere e si guasta,
vuota, inganno che cresce e mai non basta,
maschera che a una maschera si cela.

   Scritto, trascritto o riscritto da Giovanni Monasteri
   Pubblicato alle ore 22:02
            .

E' saltata una molla, si è rotto
un ingranaggio: un pirolo di plastica
saltato. Che peccato!
Il congegno era perfetto
e complicato, e per un danno minimo,
pace all'anima sua, l'ho buttato.

   Scritto, trascritto o riscritto da Giovanni Monasteri
   Pubblicato alle ore 21:03
            .

Spam

E se mi fosse giunta
la notizia salvifica, l’e-mail,
e per tragicissimo errore
l’avessi cancellata,
buttata via con lo spam?
Eri tu quel mittente, o un’omonima?
Il tuo nome mi fece sobbalzare.
Quell’insolente subject:
"enlarge your penis"…
Davvero credi, amore,
che lo dovrei allungare?

   Scritto, trascritto o riscritto da Giovanni Monasteri
   Pubblicato alle ore 20:17
            .

Periferia

Mai un inverno più lungo, a mia memoria.
Per un poco oggi hanno cantato 
gli storni sull'abete che mi oscura
anche il giorno di sole, sipario
provvido a una campagna desolata.

Pare che dietro questa cinta
di alberi condominiali, negli sterrati
acquitrinosi, sorgerà un nuovo
supermercato: beige o rosa, in tinta
con l'isolato (nome appropriato
per questo romitorio). Sarà allora
più vantaggioso vendere la casa.

   Scritto, trascritto o riscritto da Giovanni Monasteri
   Pubblicato alle ore 19:22
            .
   giovedì, 16 marzo 2006

Questa bellissima poesia di Anna Setari, che copio/incollo qui, nella prima pagina del mio vecchio, desolato quaderno, inaugura una speciale rubrica, intitolata poesie rubate. Non so in quale altro modo rimediare alla mia ormai cronica mancanza d'ispirazione.

Poesie rubate


Non c'era Dio: vuota la sua poltrona,
volato via, sparito, dileguato -
se pure mai un tempo c'era stato.
Non sapeva con che parole dirlo
mia nonna, come fosse una vergogna
di famiglia da perderci la faccia
coi vicini, venendomi incontro
tra quel mortorio di progenitori
delusi, spaesati, immusoniti
nei loro antiquati vestiti scuri,
smarriti in quella domenica lunga
senza festa, né banda, né sposi.
"Non te ne incaricare, figlia mia",
diceva lei, con ansia e mitemente,
sgranando nella tasca del grembiule
tra le dita il rosario di sempre.
E mi guidava per le scalinate
in visita alle stanze, alle cucine
e terrazze della casa paterna
padronale, su nella parte alta
della cittadella abbandonata.
Due leoni dormivano all'ingresso,
le scale erano ingombre di bambini.
Le donne spennavano in cortile
ali d'angelo, tanto per far passare
il tempo eterno. Facevano cuscini,
e qualcuna il solletico, ridendo.
Gli uomini col cappello sugli occhi
stavano muti in fila sui muretti.

                      poesia rubata ad ANNA SETARI

   Scritto, trascritto o riscritto da Giovanni Monasteri
   Pubblicato alle ore 19:47
            .



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