Weblog in versi di Giovanni Monasteri
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Giovanni monasteri Non son chi fui; perì di noi gran parte
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   mercoledì, 14 maggio 2008

Passeggiata in centro stasera.
Tanti fighetti in giro
e coppie di pensionati.

Nessun essere umano di pelle scura,
né slavi scalcinati,
né venditori di rose. Hanno paura.

Spritz all'aperto a un tavolo per due
(solo quindici euro).
Sul tavolo una gardenia.  

E' stato facile: ora
la città è sicura.

   Scritto, trascritto o riscritto da Giovanni Monasteri
   Pubblicato alle ore 21:58
            .
   domenica, 11 maggio 2008

I miei vecchi amici sono vecchi.
Hanno grigi e radi i capelli.
Io folti e neri, invece. Mi sfoltisce
una calvizie segreta, d'altra specie:
perdo le parole. E più invecchio
più (con rimpianto forse) me ne spoglio.

Si agitavano un tempo come foglie
in un ventoso aprile. E tutti i versi,
gli altrui e i miei, mi sembravano belli,
se soltanto volevano sembrarlo.
Ah, come tutto era era diverso allora,
quando non conoscevo, non udivo
il canto festoso del merlo.

Potessi, volessi ora descriverlo!

 

   Scritto, trascritto o riscritto da Giovanni Monasteri
   Pubblicato alle ore 02:10
            .
   giovedì, 08 maggio 2008

The Winter's Tale

Dopo aver visto, ieri sera, "il racconto d'inverno", in un'antica edizione della BBC, della collezione ARDEN...
 

Ero Leonte stanotte nel sogno.
Non a caso re di Sicilia
e geloso. Ormai vecchio
e macilento, artritico,
rannicchiato sul trono. E Pentito,
oh sì,
ma non ricordavo più di che misfatto.
E tu, mio amore, non riuscivi
a resuscitare del tutto.

Nella pietra il tuo volto traspariva
come un cuore pulsante in una teca
opaca d'anni e lacrime.
O come un feto invischiato
in ragnantele antiche. L'atmosfera
non era di risveglio, ma di lutto.

Mi erano familiari i lineamenti,
ma non eri una sola persona.
Ti amavo come si ama
l'ultima donna amata,
ma eri insieme Perdìta ed altre figlie
e amanti - di ogni età, di ogni stagione.
Tutti i nomi confusi
in un singhiozzo, nell'invocazione
impedita dall'afasia e dal pianto,
in quell'improbabile Ermione.





A proposito del Racconto d'inverno di Shakespeare

   Scritto, trascritto o riscritto da Giovanni Monasteri
   Pubblicato alle ore 13:24
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   lunedì, 05 maggio 2008

il dopo-elezioni

Dopo l'aprile piovoso (e non solo),
spero che faccia bello e il merlo esulti
là sulla tenera cima reclina
dell'abete davanti al mio poggiolo.
Spero che maggio duri i suoi trentuno
giorni, e poi segua giugno anche per me.
Che venga tardi luglio e poi l'autunno,
spero, e di alzarmi presto la mattina
per rassegnarmi al sonno non più tardi
delle dieci di sera. Che non strillino
per le scale i bambini, ch'io non oda
altro che il merlo cantare. E che infine
ci facciano la grazia di abolire
la moda delle braghe a vita bassa,
perché siano più fighe le ragazze.

   Scritto, trascritto o riscritto da Giovanni Monasteri
   Pubblicato alle ore 21:14
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   giovedì, 01 maggio 2008

Il programma del nuovo governo

1) Meno tasse, più dazi.
2) guerra ai poveri Daci.


Ode

Più che d'essere stato il gran poeta
che fui, quando lo ero,
per una volta oggi sono fiero
d'essere ciò che sono:
un oscuro impiegato del fisco
che approva il blitz intrepido di Visco.

Grazie, mio valoroso comandante,
o Massimo Romano.
Con un nome così, La Repubblica
- mentre tutto, ahi, traligna
dalle patrie virtù -
dovrebbe proclamarti imperatore.

Onore e gloria al più vilipeso
governo della stroria.
E se davvero lo fossi, poeta,
sarei un fervoroso apologeta
del prode, benché imbelle, e onesto Prodi.


(Leggete qui. E' la Waterloo del guru ipocrita che predicava la democrazia del web. Ora implora l'intervento di tremonti!
Fa quasi pena. Tanto che non me la sento di tributargli un sincero vaffanculo).

   Scritto, trascritto o riscritto da Giovanni Monasteri
   Pubblicato alle ore 02:37
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   mercoledì, 30 aprile 2008

Maledetto sia l'amore, disse la dea dell'amore.

dovete assolutamente leggere qui.
E' una traduzione della grande Anna Setari di un brano tratto dal poemetto Venere e Adone di Shakespeare.

   Scritto, trascritto o riscritto da Giovanni Monasteri
   Pubblicato alle ore 18:24
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   giovedì, 03 aprile 2008

I fumatori

I fumatori mesti,
stupidi fumatori
nel cortile dell'intelligent building
o seduti sui gelidi gradini
della scala antincendio,
a coppie o soli, taciturni - loro
la sera guardano tutti i telegiornali,
ma non andranno a votare.

Le mogli li hanno mollati,
di scatti contrattuali
non sono mai informati, non gliene cale.
I colleghi li chiamano ladri,
dicono che finiranno male:
un bel cancro sarà il loro salario.

L'inflazione è al 4%,
la nazionale non promette bene,
si scioglie la banchisa polare,
le banche americane hanno perso 180 miliardi di dollari nell'ultimo anno,
Berlusconi vincerà le elezioni
e loro che fanno? Fumano.

Fumano! E tacciono. Infreddoliti e grami,
perseguitati dai solerti agenti
del dl 16/01/2003 n. 3,
invisi agli ottimisti ai pessimisti
ai salutisti ai sindacalizzati,
loro, l'appestata e silenziosa
minoranza, gli stoici pezzenti,
alla vita non chiedono che questo:
qualche pausa per scomparire un poco
dalla scena triviale.

   Scritto, trascritto o riscritto da Giovanni Monasteri
   Pubblicato alle ore 23:58
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   domenica, 30 marzo 2008

Sono apatico, ingrasso. Ho sempre sonno,
non c'è libro che non mi sia letargico.
Mi duole ogni giorno qualcosa, ed è una scusa
per non fare, non scrivere, ignorare
le piccole scadenze micidiali
che aumentano giorno dopo giorno
il debito e maturano il protesto
dell'inesorabile cambiale.

Somatizzo non so che cosa.
Forse la campagna elettorale.
Digerisco male, ho un peso
all'epigastrio, dove fanno grumo
aspirazioni, amori - ideali forse.
Ah, l'orribile faccia inceronata
del Malefico Ipocrita che ammicca
come Riccardo Terzo ("fu mai
una donna sedotta
in tale condizione?").

Se avessi soldi, giuro, me ne andrei
in una beauty farm, a dormire
nel morbido letto di fango
di una stazione termale,
in un denso Lete di vapori
sulfurei. Non sopravviverò
fino all'election day.

   Scritto, trascritto o riscritto da Giovanni Monasteri
   Pubblicato alle ore 00:49
            .
   domenica, 24 febbraio 2008

Sdoppiamento



Di nuovo alla consolle. Anche stasera
mi sono inabissato nella nebbia
confidando nel radar prodigioso
del coraggioso, eccellente pilota 
che mi riporta a casa (quello strano
famiglio inespressivo ed efficiente
che accese poi il pc e come niente
rispose a quindici email spiritose
e con la stessa solerzia ora scrive
cose che chiamerei soltanto versi
e che mai scriverei, se mai scrivessi,
se non fossi annebbiato, sonnacchioso
e - dice sospirando - un po' depresso).

   Scritto, trascritto o riscritto da Giovanni Monasteri
   Pubblicato alle ore 23:05
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   domenica, 17 febbraio 2008

Dopo le ferie (agosto 1998)

 



Ogni anno è più esigua e smangiata

la striscia d'asfalto in cui termina

la strada del ritorno. E' appena agosto

e le piogge riprendono a ferirla.

 

Ci ha bruniti a dovere il sole di luglio

che tutto assopisce e ci colma

dei doni che meritiamo.

Ha guastato le prugne, stroncato

l'abete trapiantato, maturato

i semi delle gramigne.

Incendi veleggiavano al tramonto

sulle colline listate di nero.

 

Poi la sassaiola, una cascata

improvvisa di grandine brutale.

Lapida i gerani, lacera

la nuova tenda da sole.

Spiove e l'autunno di colpo

scolorisce l'oro delle stoppie.

Tacciono i grilli - o furono cicale

sotto le stelle che ad una ad una

tutte sono cadute?

 

Appena il tempo per salutare,

ammainare l'amaca, ripiegare

lenzuola di fortuna. Le valige

non furono mai disfatte

e resta acceso al minimo il motore

per le ultime due ore

interminabili.

 

E' più che mai difficile scansare

sulla striscia d'asfalto buche e frane

quando la vecchia grama e i quattro sassi

sono già alle mie spalle, un barbaglio

nel vetro retrovisore, quello sguardo

di mater dolorosa lagrimosa

che lungamente peserà sul cuore.






(questa mi era sfuggita, era in fondo al cassetto)

 

   Scritto, trascritto o riscritto da Giovanni Monasteri
   Pubblicato alle ore 23:59
            .

Tu e le tue fissazioni! mi vien voglia
di rinfacciarti le mie piaghe,
quelle sì cancrenose, immedicabili...
Ma no, sbaglio. Non io, tu sei l'erede
d'una sacra penuria,
te e i tuoi da sempre ha saccheggiato il cielo.
C'è più tristezza nel tuo lutto
per un gioco perduto, per una bambola squartata
che nel mio per il novero dei morti
che colleziono da una vita.
E' più giusta, ha più stoffa la tua pena.
E intanto non riesco a consolarti,
mio affannato, tremante, altero amore!
Non rispondi, mi guardi
come, ma sì, come un nemico di classe
se cerco di distrarti,
se ti ricatto con la tenerezza...
Ma credimi, tesoro, che non voglio rubartelo
l'osso del tuo dolore.


Giovanni RAboni

   Scritto, trascritto o riscritto da Giovanni Monasteri
   Pubblicato alle ore 01:23
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   martedì, 12 febbraio 2008

Stalking (2)




Nei sogni càpita ancora d'incontrarla.

Per lo più in luoghi pubblici, per strada.

Al suo passaggio la scena

come in un fermo immagine si raggela:

una folla fioca e sconosciuta

resta immobile e intenta, mentre lei,

nerovestita e altera, fila svelta

verso una calle stretta, una svolta,

un portico, un portone che la inghiotte.

 

Anch'io sto fermo, per lo più seduto,

ma non come chi aspetta.

Il luogo non mi è familiare. Andavo in giro

tra cartelli e insegne e rii e ponti

non so in che direzione. Lei invece

ha una precisa meta:

passarmi accanto di fretta,
per ricordarmi
che è bella
e che le sono invisibile.

   Scritto, trascritto o riscritto da Giovanni Monasteri
   Pubblicato alle ore 01:17
            .
   sabato, 09 febbraio 2008

Pâle matin de Février
Couleur de tourterelle
Viens, apaise notre querelle,
Je suis las de crier;

Las d’avoir fait saigner pour elle
Plus d’un noir encrier...
Pâle matin de Février
Couleur de tourterelle.

Paul-Jean Toulet

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Pallida mattina di febbraio
color di tortorina
vieni, quieta la nostra contesa
son stanco di gridare

Stanco d'aver fatto svenare per colei
più di un nero calamaio
Pallida mattina di febbraio
color di tortorina


Traduzione di Anna Setari
che prende in prestito da
Zena Roncada il color di tortorina.

   Scritto, trascritto o riscritto da Giovanni Monasteri
   Pubblicato alle ore 10:26
            .
   martedì, 05 febbraio 2008

  Zirkus

di Rita Mazzocco

[...]
E’ così in Zirkus: il dio creatore sparisce, è sullo sfondo ma resta muto. Il dramma si consuma tra la massa degli spettatori e i protagonisti, nel continuo rimbalzo tra chi sembra addossarsi nei suoi equilibrismi il peso e le fatiche del mondo e chi, inerte, crede semplicemente di assistere alle messinscene, senza darsi immediatamente conto di esserne egli stesso protagonista, in egual misura e con identiche responsabilità.
[...]

(dalla prefazione di Brunella Saccone a Zirkus, di Rita Mazzocco,
 Feaci Edizioni, Febbraio 2008)

   Scritto, trascritto o riscritto da Giovanni Monasteri
   Pubblicato alle ore 00:14
            .
   lunedì, 28 gennaio 2008

Blocco del sistema


Crash del sistema. Ancora. La cartella,
quella con dentro il nuovo poemetto,
non risponde al clic, non si apre.
Il dannato cassetto s'è incastrato.

Non è un pc qualsiasi, ha un grande cuore,
un pentium dual core.
Eppure, o proprio per questo,
funziona sempre peggio.

Lo so, è solo somatizzazione,
ma questo non rende il guasto meno grave,
meno maligno il male.
E non è affatto una consolazione.

L'antivirus da poco aggiornato
non segnala infezioni, la memoria
è sufficiente - e un chip, se non è bruciato,
è immune da oblio e rimozioni.

Non so che fare. La scienza informatica
(più attendibile della scienza medica)
direbbe che i troppi task in esecuzione
confliggono tra loro.

   Scritto, trascritto o riscritto da Giovanni Monasteri
   Pubblicato alle ore 07:34
            .
   domenica, 27 gennaio 2008

Variazione

Subito dopo cena, ieri sera,
lei scongelò e cucinò un cinghiale,
rimestò a lungo sughi (il pranzo era
per cinque convitati, forse sei).
Poi incoperchiò le pentole e i tegami
e se ne andò con un arrivederci
a domani.

Oggi difatti eravamo in tanti
a pranzo, in casa mia: io e lei.
La cuoca, la fantesca, la sorella,
la padrona di casa, l'ex amante...
Inoltre erano state convocate
la donna della mia vita (ancora lei)
e lei, la moglie, lei, la cara amica.

Non mancava all'appello che la fica.

   Scritto, trascritto o riscritto da Giovanni Monasteri
   Pubblicato alle ore 23:14
            .

Ieri sera


Subito dopo cena, ieri sera,
ha cucinato il coniglio ,
rimestato sughi (un ricco pranzo
per quattro, e pure abbondante).
Poi ha incoperchiato pentole e tegami
e se n'è andata.

E' quasi l'una. Forse
dovrei mettere la pentola sul fuoco.
Spero arrivi qualcuno.
Almeno lei, la cuoca, la fantesca,
la mia padrona, la mia antica amante.

 

   Scritto, trascritto o riscritto da Giovanni Monasteri
   Pubblicato alle ore 12:07
            .
   venerdì, 25 gennaio 2008

E come potevamo noi cantare....

Cusumano annuncia il sì, Barbato gli sputa in faccia

   Scritto, trascritto o riscritto da Giovanni Monasteri
   Pubblicato alle ore 22:47
            .
   mercoledì, 23 gennaio 2008

 

Coriandoli ed ecoballe

Una bellissima invettiva in versi di Anna Setari.

   Scritto, trascritto o riscritto da Giovanni Monasteri
   Pubblicato alle ore 09:49
            .
   sabato, 19 gennaio 2008

Stalking (1)

I crimini e gli sport
oggidì si declinano in inglese,
e noi cocciuti italiofoni non capiamo
quanto siano estremi e perniciosi.

Io ignoro, per esempio,
se [to] stalk esprima meglio
la nozione di caccia (alla volpe)
o il fare la posta (al coniglio).

Però mi rendo conto
che sì, ho fatto cose discutibili:
m’illudevo che il caso meritasse
discussioni e dibattimenti.

Tuttora sarei perseguibile,
il reato non è ancora prescritto.
Per fortuna e prudenza ogni prova
venne distrutta dalla parte lesa.

La pena fu scontata, a dire il vero,
ma il caso non è menzionato negli annali.
Nessuna traccia di attori, testimoni,
movente. E quanto al reo,
gli fu ingiunto di non esistere.

Ci sono cose che non finiscono
soltanto, com’è destino d’ogni cosa:
pur accadute, vengono abolite,
nientificate come una parola
cancellata dal monitor,
come il disegno malvagio e inattuato
di un reprobo che si ravvede.

Neanche nel ricordo di chi vive
vivono più, e la vita
ne è monca, diminuita.
La solitudine non è essere soli,
è quest’assidua menomazione.
Perciò io relaziono. Perciò scrivo.

   Scritto, trascritto o riscritto da Giovanni Monasteri
   Pubblicato alle ore 01:03
            .



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